L’intervento della Senatrice Daniela Santanchè sulle misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente

Publiée par Fratelli d'Italia Senato sur Mercredi 4 mars 2020

Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, noi crediamo e partiamo proprio dal presupposto che, ogni volta che si riducono le tasse, non può che essere una buona notizia per tutti. Per noi ogni soldo e ogni euro tolto alle tasse è un euro benedetto.

Detto questo, però, dobbiamo avanzare delle critiche sull’operato del Governo a proposito del taglio del cuneo fiscale (se così si può dire). Le critiche sono praticamente identiche a quelle che abbiamo sempre fatto anche intorno alla misura che aveva introdotto il bonus degli 80 euro. I punti critici per noi sono parecchi. Abbiamo un punto molto importante, che non è stato risolto da questo taglio del cuneo fiscale: il problema dei cosiddetti incapienti. Oggi ci sono circa 3,7 milioni di italiani, lavoratori dipendenti, i quali, avendo dei redditi inferiori agli 8.174 euro, non possono usufruire né del bonus, né delle detrazioni. Quindi sono rimasti esclusi dal bonus degli 80 euro e purtroppo – ahimè – resteranno esclusi anche dal taglio del costo del lavoro.

Ma qui c’è un aggravante maggiore: continueranno a verificarsi casi di molti lavoratori che, nella fase della dichiarazione dei redditi, scopriranno di non aver raggiunto quella soglia minima di reddito necessaria per poter usufruire del trattamento integrativo, magari perché hanno perso il posto di lavoro durante l’anno, cosa che, con la crisi economica che stiamo vivendo e con l’aggravarsi di questa emergenza del coronavirus, daremo quasi per certa. Quindi cosa succederà? Saranno obbligati a restituire quanto percepito nell’anno in corso, come è già avvenuto sino ad ora per il bonus degli 80 euro.

Un altro punto critico è che questo bonus è rivolto soltanto ai lavoratori dipendenti, che certamente, in questa fase economica drammatica, stanno vivendo gli stessi problemi di tutta la platea dei lavoratori. Allora noi chiediamo al Governo per quale motivo, sempre e costantemente in ogni provvedimento, continua a dimenticarsi dei contratti di lavoro dipendenti, delle partite IVA, dei commercianti, dei professionisti, degli autonomi, di chi lavora anche con contratti occasionali. Vorrei che il Governo su questo ci ascoltasse, perché non credo che non usciate dai palazzi, ma credo che stiate vivendo, come tutti gli italiani, l’emergenza del coronavirus. Quelli che stanno soffrendo enormemente in tutte le città, a prescindere dalle zone rosse, sono i nostri commercianti, sono i nostri lavoratori con partita IVA, sono i nostri professionisti. E vedrete purtroppo, non perché voglio essere una Cassandra, quanti dovranno chiudere. Non capiamo perché ci siano ancora lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Un sospetto ce l’ho: ogni volta che voi varate questi provvedimenti avete il vostro imprinting ideologico, che non vi fa ragionare sulle partite IVA, sugli autonomi e sui professionisti, che ricordo sono la spina produttiva della nostra nazione. Ma questo, come è già capitato in altre occasioni, rimane sempre in sospeso, sempre per il giorno dopo, quel domani che con questi Governi (sia quello precedente che quello di oggi) – ahimè – non abbiamo visto risolvere.

Vorrei aggiungere che questo bonus, andando a ogni singolo lavoratore non tiene conto di un altro elemento molto importante, il reddito familiare; pertanto penalizza le famiglie monoreddito rispetto ai nuclei nei quali lavorano entrambi i membri della stessa famiglia. Questo meccanismo porterà sicuramente a dei casi paradossali. Vi faccio un esempio: una famiglia monoreddito, che ha un reddito complessivo pari a 40.000 euro annui, non avrà alcun beneficio dal taglio del cuneo fiscale, mentre una famiglia bireddito, nella quale ciascuno dei due componenti percepisce un reddito complessivo di 20.000 euro annui, avrà invece diritto a un bonus di 2.400 euro all’anno, ossia 1.200 euro a ciascun lavoratore della stessa famiglia.

Abbiamo visto altre criticità; abbiamo ancora il problema della riduzione delle tasse che, per la nostra visione, dovrebbe avvenire in modo semplice e trasparente nell’unica maniera possibile, la riduzione delle aliquote Irpef per tutti. Mettetevi in testa che non c’è altro modo per diminuire la tassazione se non si incide sull’Irpef per tutti. Dovremmo smetterla.

Noi di Fratelli d’Italia abbiamo sicuramente una visione diversa e riteniamo che il sistema del bonus e delle detrazioni può avere un’utilità elettorale, può forse produrre nel breve periodo qualche consenso in più, ma certamente non risolve il tema della pressione fiscale, che ancora oggi e più di ieri rimane troppo alta per tutti. Noi la ricetta ce l’abbiamo; ce l’avevamo e la continueremo ad avere. La nostra ricetta è la flat tax, vale a dire ridurre le tasse a un’unica aliquota al 15 per cento. Per questo diciamo che il Governo è incapace. Un Esecutivo che non ha una visione, che fa soltanto provvedimenti alla spicciolata e che parla solo di bonus e di detrazioni come può guidare questa nazione nel momento così difficile che stiamo vivendo? Eravamo già un’economia debole e fragile; oggi la nostra economia versa in una condizione drammatica anche per l’emergenza del coronavirus. Ma voi fate orecchie da mercante; non guardate al domani e questo impedirà alle nuove generazioni di avere un futuro migliore, perché le consegnate un Paese che sta veramente andando a rotoli.

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