Articolo scritto da Andrea Morigi, per Libero quotidiano del 27/07/2019

Dei crimini degli stranieri non si puo’ parlare. Sulla morte di un carabiniere meglio osservare il silenzio. Pertanto anche in presenza di notizie di cronaca nera che riguardino entrambe le specie di reati, si cambia argomento.

Fra l’altro il canovaccio di Agorà Estate, su Raitre, ieri mattina prevedeva una domanda già predisposta a Daniela Santanchè: «Cosa pensa della presidente della Commissione europea che ha sette figli?» A parte il fatto che la deputata di FdI aveva già detto la sua per tempo, il 16 luglio, dichiarando «Von der Leyen vuole mantenere lo status quo,facendo del nostro Paese il campo profughi d’Europa. No, grazie», non conveniva soffermarsi troppo sull’attualità con un’ospite del genere, alla quale gli estremisti islamici avevano già rotto una costola a gomitate.

The show must go on e, una volta riportato il contenuto del lancio di agenzia che riferiva dell’accoltellamento mortale contro un militare dell’arma, si sarebbe passati oltre. Ma la parlamentare chiede gentilmente di concentrarsi sulla tragedia. Glielo impediscono, terrorizzati dall’idea di violare le disposizioni transitorie del politicamente corretto. Allora scatta la protesta verso la conduttrice Monica Giandotti: «Lei è la rappresentazione plastica di come ormai in questo Paese carabinieri e gli italiani vengono dopo!». Rimane in sovraimpressione soltanto il titolo del fatto di sangue. Non è mica ancora arrivato l’ordine di servizio per approfondire il tema. Ma la Santanchè si dice «basita», perché «Lei ha dato la notizia che hanno ammazzato un carabiniere come bere un bicchier d’acqua». Invece, «se avessero ammazzato un clandestino ci avreste fatto due palle così. Vergognatevi».

E se ne va. A scrivere una lettera all’amministratore delegato dell’azienda di viale Mazzini e a preparare un’interrogazione, come capogruppo di FdI in Commissione vigilanza Rai, per capire se nel servizio pubblico ci sia ancora libertà di esprimersi per tutti o soltanto per «le minoranze che spadroneggiano».

Come nel caso di Roberto Saviano, che accusa preventivamente: «La morte di un carabiniere in servizio non può essere usata come orrido strumento politico contro i migranti», da «delinquenti politici». «Un linguaggio omertoso e allusivo tipico dei sistemi mafiosi», curioso per il «professionista dell’antimafia», replica Santanchè, chiedendogli «nomi e cognomi dei “delinquenti politici” che hanno avuto il torto di schierarsi col carabiniere ucciso».

Intanto «mi stanno scrivendo tutti i carabinieri d’Italia, per ringraziarmi» di aver dato voce alla loro rabbia e al loro cordoglio per il collega ucciso,fa sapere l’onorevole. Dalla Rai, contattata da Libero per un commento, nessuna risposta .Non resta che attendere: «Vediamo se chiameranno almeno la vedova», commenta la Santanchè.

Comments

comments