di Tommaso Montesano per Libero Quotidiano del 27/11/2019

«La leadership di una donna come Giorgia Meloni è la coerenza. Sono questi i segreti di Fratelli d’Italia». Daniela Santanchè ha vissuto tutti i momenti chiave della destra italiana. E oggi, a due anni dal suo ingresso in Fratelli d’Italia, non ha dubbi: «Giorgia ha ridato la destra a questo Paese. Se penso a quello che ha lasciato Gianfranco Fini… E dire che all’inizio mi prendevano per matta quando dicevo che bisognava puntare al 7%».

Ha avuto ragione lei: la media di tutti i sondaggi vi vede stabilmente sopra il 10%.

«Credo che la cavalcata sia solo cominciata. Sono convinta che Fratelli d’Italia toccherà, e supererà, i numeri di An. Grazie a Giorgia chi è di destra ha ritrovato la casa. Una casa pure per le donne, cui rivolgo un appello».

Un appello all’elettorato femminile?

«È il momento di fare squadra. Nessun partito ha un leader donna: solo Fratelli d’Italia. Abbiamo le carte in regola anche su questo. Una donna leader politico fa la differenza nelle scelte di tutti i giorni. E poi Giorgia non teme le altre donne, al contrario della maggior parte di noi…».

«Coerenza» è una parola che ricorre spesso tra voi di Fratelli d’Italia. Una puntura agli alleati?

«Siamo gli unici, nel centrodestra, che non sono mai stati né col Pd, né col M5S. Abbiamo sempre mantenuto l’impegno assunto con gli elettori. È anche questa coerenza a determinare il nostro successo».

 A proposito: a che punto sono le adesioni al “patto anti-inciucio” proposto al resto del centrodestra?

«Per ora nessuno ha firmato, ma a destra siamo persone piene di fede e fiducia. Aspettiamo e vediamo».

 Prima ha accennato alle difficoltà iniziali. Ora guarda a voi il grosso di chi stava nel PdL.

«Io sono coordinatore della Lombardia. Ogni settimana organizzo una conferenza stampa per presentare i nuovi arrivi, soprattutto da Forza Italia. Nei prossimi giorni ce ne sarà un’altra… Ogni settimana bussano alle nostre porte persone che vogliono aderire al progetto di Fratelli d’Italia».

Domenica prossima siete a Bologna per una manifestazione su «imprese, lavoro, infrastrutture».

«Intanto non è casuale che ci vedremo a Bologna, dove presenteremo la “nostra” manovra finanziaria».

 Già, l’Emilia Romagna, dove a gennaio il centrodestra tenterà di dare la nuova spallata alla maggioranza giallorossa. Che aria tira?

«Ce la stiamo mettendo, e ce la metteremo, tutta. Nel Paese c’è voglia di cambiamento: c’è stato in Piemonte, in Sardegna, in Basilicata, in Umbria e ci sarà anche in Emilia Romagna».

Dicevamo della manovra del governo Conte bis…

«Fratelli d’Italia è dalla parte di chi produce, il governo no».

Eppure l’esecutivo sostiene che le tasse non sono aumentate.

«Il ceto medio è stato distrutto. Questa maggioranza considera i commercianti, gli artigiani, alla stregua degli evasori fiscali. Invece sono le multinazionali, le banche, i giganti del web a non pagare le imposte. Fratelli d’Italia è dalla parte delle categorie produttive e lo ha dimostrato in Aula e nelle piazze».

Sondaggi alla mano, Fratelli d’Italia non è distante dal M5S. Eppure grazie al reddito di cittadinanza i grillini avrebbe dovuto fare il pieno di consensi.

«Noi abbiamo chiesto di abolirlo, il reddito di cittadinanza. Il lavoro si favorisce creando le condizioni per le assunzioni, non consegnando una sorta di metadone di Stato ai disoccupati. Per non parlare del fatto che ogni giorno leggiamo sui giornali di mafiosi e criminali che ottengono il sussidio».

Le fanno paura le Sardine?

«Non abbiamo nulla contro chi scende in piazza. Noi stessi, un lunedì, abbiamo portato davanti a Palazzo Montecitorio oltre 30mila persone. Alla vigilia, il Pd disse che solo i parrucchieri sarebbero venuti. Il popolo italiano gli ha dato la risposta che meritava. Però adesso basta con la favoletta dei gruppi spontanei: le manifestazioni delle Sardine sono guidate e organizzate».

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