sab, 23 giugno 2018

La mia missione

Si dice di lei: tacchi a spillo. E’ il modo oggi adoperato dai tipetti della sinistra per inchiodare una donna alla sua femminilità. Bisogna vedere chi cammina sui tacchi a spillo. La Santanchè non ha nulla delle signora con il rossetto, da pasticceria, parrucchiere e gossip. E’ una imprenditrice che sa trovare tempo per il figlio e da quando è parlamentare non smette di studiare. E studia non quello che passa l’agenda imposta dai progressisti, ma quanto le viene suggerito da un solido senso della realtà e dell’ascolto della gente che in quest’Italia mangia più insicurezza che pane.” (Vittorio Feltri, Prefazione a D. Santanchè, Le donne violate, 2008)

La donna negata (2006)

Raccogliendo le testimonianze di tante immigrate (da Amina, un’algerina picchiata a sangue insieme ai due figli piccoli perché non accettava la convivenza con la seconda moglie del marito, Ayaan Hirsi Ali, ispiratrice del cortometraggio Submission, per arrivare a Marjan che vede riaprirsi per la figlia adolescente un calvario che pensava di essersi lasciata alle spalle) e collaborando con le associazioni che rappresentano il milione di donne islamiche che vivono in Italia, Daniela Santanchè ci consegna un’analisi della condizione delle donne musulmane nel nostro Paese.

Le donne violate (2008)

Con questo secondo libro Daniela Santanchè analizza la drammatica condizione in cui si trovano migliala di donne islamiche che vivono in Italia. Private dei diritti più elementari da una concezione dell’Islam a cui non sappiamo o non vogliamo dare risposte adeguate, inseguite anche nel nostro paese dalle imposizioni più aberranti del fondamentalismo religioso, Daniela Santanchè denuncia le ambiguità e i silenzi della politica. Le donne violate con il loro grido di aiuto rendono sempre più attuale il monito che l’autrice lancia ai governanti italiani e europei. Perché nessuno debba dimenticare che la libertà delle donne dell’Islam è, in ultima analisi, la libertà di tutti noi.

Sono una donna, sono la Santa (2016)

Questa non è un’autobiografia tradizionale (“C’è ancora tempo per quella…”), ma il racconto e il senso di una vita vissuta controcorrente, fuori dai cori del conformismo. Daniela Santanchè discussa, controversa, divisiva, nota per la tenacia con cui difende le proprie idee – per la prima volta si mette a nudo e parla di sé in maniera profonda ed emozionante. Il cuore sensibile sotto una corazza da “pitonessa”. Un libro al femminile scritto da una donna figlia, madre, imprenditrice, politica protagonista del proprio tempo, moderna e libera. Dalla scoperta di un mondo oltre Cuneo a soli tredici anni alla scelta della destra negli anni dell’università, poi l’amore, la maternità, la carriera da politica e da imprenditrice, l’incontro con Silvio Berlusconi e oggi un nuovo sguardo sul futuro del centrodestra. Ogni tappa della sua vita nasconde il segreto delle sue battaglie. Autentiche e appassionate, come lei.